martedì 8 settembre 2020

Painting Wargaming Figures - Rome's Northern Enemies - British, Celts, Germans and Dacians di Andy Singleton

 Andy Singleton torna con un suo libro di consigli su come dipingere le nostre miniature in scala 28mm e 15 mm! Dopo i primi due libri recensiti , qui ( https://omneignotopromagnifico.blogspot.com/2020/01/painting-wargaming-miniatures-early.html ) e qui ( https://oldbarbedwire.blogspot.com/2019/05/painting-wargames-figures-wwii-in.html ) , l'autore con il suo libro edito da Pen&Sword ritorna al mondo antico , con i consigli su come dipingere i temibili avversari delle antiche legioni Romane, ovvero i Celti, i Germani e i Daci. 

Dopo una fase introduttiva perfettamente identica al precedente volume riguardante le truppe Romane del primo Impero, con alcune sezioni aggiunte (estremamente utile quella dedicata ai materiali "filler"), il libro entra nel vivo con le sezioni riguardanti la pittura della corazza ad anelli, peraltro abbastanza diffusa tra i vari eserciti sia Romani che "Barbari" (non si offendano gli amici e sostenitori dei popoli che vengono trattati in questo libro!). Va detto che questa praticissima corazza, che consentiva una grande distribuzione del peso e una protezione abbastanza buona fu proprio inventata dai fabbri Celtici e poi diffusasi con quel processo di vittoria+acquisizione tipico dei romani. Singleton da' diversi consigli su come dipingere questa "lorica hamata" (questo il nome datole dai romani), consigli che fanno risaltare enormemente i nostri piccoli figurini dotati di questo tipo di protezione! Nella stessa sezione viene spiegato come realizzare due ottime colorazioni per le lance dei Germani, che ne facevano un uso preferenziale rispetto alla spada.

Nella terza sezione del libro l'autore affronta la questione degli scudi. Questi erano uno status symbol per i nobili Celti che spesso su di essi sfoggiavano disegni molto accesi e pittoreschi. Vengono date due opzioni, uno scudo colorato manualmente e uno con decalcomanie. Allo stesso tempo vengono dati dei piccoli consigli per far apparire entrambi i tipi come vissuti e usati in battaglia. Davvero realistico!

La quarta sezione è dedicata agli indumenti, E' una parte che molti dovranno osservare attentamente. Spesso dipingendo un grande numero di figurini è facile dopo un pò perdere la fantasia e iniziare a sfornare dei cloni. Gli esempi portati da Singleton ci faranno ovviare in parte a questo problema con diverse varianti. Segnalo la semplicità ma allo stesso tempo il grande effetto del tartan dipinto su un figurino Celtico a pagina 60.

La quinta sezione è la prima delle due che mi hanno colpito di più. La sezione riguarda la colorazione dei corpi, con i necessari tatuaggi per le popolazioni che ne facevano più uso (Celti e Daci). Allo stesso tempo viene realizzata una figura ispirandosi ad una descrizione classica del popolo degli Harii, che si dipingevano tutto il corpo con un pigmento scuro per incutere maggior paura. 

Anche la sesta sezione è utilissima, perchè può essere utilizzata per altri periodi storici. Essa riguarda la pittura dei cavalli e dei loro finimenti. Davvero estremamente utile e piena di consigli e piccoli trucchi per rendere realistiche le cavalcature. Allo stesso tempo viene velocemente analizzata una biga , utilizzata principalmente tra le popolazioni Celtiche. 

L'ultima sezione è dedicata alle basi, che sono essenziali se si vogliono realizzare figurini per il wargame. Anche qui vengono dati ottimi consigli, ma sia chiaro la fantasia può creare molteplici alternative e la sezione è solo uno spunto.

Chiude il libro un'ottima appendice che illustra i vari produttori di figurini elencati per scala. 

Il libro è un'altra piccola perla da parte di Andy Singleton che stavolta sceglie di trattare tutti i popoli nordici nemici di Roma. Ogni piccola sezione contenente i consigli per la pittura contiene dei dati che possono essere seguiti facilmente e che danno il tipo di pennello e il colore usato (Vallejo). Il modellista e l'appassionato viene guidato passo dopo passo dall'esperienza di Singleton che produce un altro grande libro utilissimo per chi vuol realizzare fantastici e realistici wargames e ottimi diorama in scala ridotta!


Un grazie di cuore a Pen&Sword per avermi fornito il libro per la recensione.


Titolo:  Painting Wargaming Figures - Rome's Northern Enemies - British, Celts, Germans and Dacians 

Autore: Andy Singleton

Pagine: 117

Link: https://www.pen-and-sword.co.uk/Painting-Wargaming-Figures-Romes-Northern-Enemies-Paperback/p/17747



























domenica 6 settembre 2020

The Nonconformist Revolution - Religious Dissent, Innovation and Rebellion di Amanda J. Thomas

 Il libro che vi presento oggi, edito da Pen&Sword e scritto sapientemente da Amanda J.Thomas è uno sguardo nuovo su una storia che forse tutti crediamo di conoscere. 

Nel nostro libro di oggi, infatti lo sguardo sulla storia britannica e sulla Rivoluzione Industriale parte da lontano, molto lontano. 

La storica Amanda J. Thomas, già autrice di diversi libri di storia sociale, tesse sapientemente le trame di un pensiero che si forma in seno alla popolazione britannica e che poi da estremamente minoritario cambia la storia del paese e del suo destino nel mondo. 

Se noi chiedessimo cosa è stato il medioevo, la maggior parte delle persone risponderebbe che è stato un periodo buio, di ignoranza, scarsa igiene e malattie. Proprio il punto più oscuro di quel periodo storico però porta con sè i germogli di una rivoluzione culturale. E' la tesi della storica che fa partire il cambiamento dai postumi della famosa epidemia di Peste Nera che colpì l'Europa nel 14° secolo. 

Proprio quella enorme tragedia, abbattutasi su una massa di persone , sostanzialmente illitterate, fa scaturire il bisogno di alternative sociali, ma sopratutto religiose. La vecchia fiducia incondizionata alla Chiesa Cattolica, viene scossa da piccoli rivoli di pensiero religioso non conforme. E' il pensiero di Wyclif ad esempio, che ispira movimenti religiosi e rivolte sociali come quella di Wat Tyler del 1381. 

Se guardiamo alla storia dell'Inghilterra prima e del Regno Unito poi, troveremo una vena di rivolta che va di pari passo con lo stereotipato tradizionalismo britannico. E' proprio su questa linea di pensiero che investe in modo molto brillante la Thomas. Questa vena trova ovviamente lo sfogo e affiora prepotentemente con  lo scisma anglicano, ma allo stesso modo, trova delle forze di contrasto. L'estabilishment forse non è pronto per idee religiose diverse da quelle canoniche (ricordiamo che la Chiesa Anglicana fa sue molte delle pratiche della bandita Chiesa di Roma) e le contrasta ferocemente sia in termini di dottrina che a livello sociale. 

Un altro filone di pensiero insito nel libro è quello dell'arricchimento di idee e di cultura da parte dei profughi religiosi scappati dal continente. Persone di varie nazionalità dei paesi del nord Europa che portarono conoscenze e fecero fare un salto di qualità alle industrie locali. 

Un altro snodo cruciale è il fiorire della stampa che porta con se' una maggiore diffusione dell'istruzione e della consapevolezza dei propri diritti come cittadini e in quanto credenti. Il fiorire della stampa è accompagnato da nuove "sette" come i Quaccheri, o "Amici" che riescono ad affermare una loro influenza e fare proseliti in un Inghilterra sull'orlo della guerra civile. 

Il capitolo riguardante la Guerra Civile e le sue cause è allo stesso modo interessante e rivela la grande ricerca in piccoli e forse spesso sottovalutati aspetti sociali riguardanti lo schierarsi tra le due fazioni (Realisti e Parlamentari). Allo stesso modo è interessante la discussione che afferma che i Quaccheri fossero una delle minoranze religiose con maggior successo negli affari. Le proprie "cellule" (e forse uso un termine improprio) che si incontravano lungo le strade e presso luoghi ben definiti, erano un ottimo modo di propagare idee religiose, conoscenze, amicizie e quindi affari. I Quaccheri erano nell'immaginario popolare molto affidabili, per la loro innata onestà dovuta ai principi religiosi seguiti e potevano, grazie alla vita frugale che facevano disporre di grande capitale. Non è un caso che molte delle prime personalità legate alla Rivoluzione Industriale di epoca georgiana fossero di credo Quacchero. Allo stesso modo è importante l'influenza delle donne nell'ambito delle famiglie nonconformiste, sia per quanto riguarda l'istruzione, sia per quanto riguarda la vera e propria carica di innovazione. 

Ma questo pensare "fuori dagli schemi" passò dalla critica all'estabilishment religioso a quella a quello civile e in un certo senso alla Monarchia. Anche dopo la Restaurazione, questi pensieri, nonostante il fallimento dell'Interregno di Cromwell, continuarono a proliferare e a trovare spazio nelle varie discussioni delle molte associazioni di polimatici e di persone comuni. Uno dei luoghi natii di un certo dissenso fu la città di Lewes, famosa per avere una organizzazione che ne permetteva una certa libertà nel limite dei tempi. Essa era famosa per accogliere molti pensatori non conformi. Tra questi vi fu Thomas Paine al quale la Thomas dedica i capitoli finali. Non svelo molto di più perchè il libro va letto e vi assicuro che vi farà vedere in modo differente alcuni processi storici dati per scontati. 

L'idea di un dissenso che si trasforma , dalla mitizzazione dei tempi dei Sassoni oppressi dal nuovo governo dei Normanni, passando per le terribili e crudeli rivolte del medioevo fino alla Guerra Civile e ai germogli della Rivoluzione Industriale , l'idea di un rivolo di ribellione, un qualcosa che forse è sempre stato proprio del popolo anglo sassone e che troverà piena realizzazione nella Rivoluzione Americana è il nodo cruciale del libro. Amanda J. Thomas compone un libro che descrive bene questo fiume che poi diventa un mare e porta all'età moderna. Voglio inoltre evidenziare come oltre alla ricerca storica, è presente una non indifferente ricerca negli archivi e nella genealogia di molti dei personaggi presenti nel libro. Chi abbia fatto alcune piccole ricerche sulle proprie famiglie (e questo vale in Italia, da dove scrivo, come in UK) sa che l'inganno, il parente che non sapevi di avere o quello che pensavi di avere ma non risulta dai registri è sempre dietro l'angolo. Un altro punto a favore della capacità e della pazienza di Amanda Thomas. Un libro che consiglio caldamente. 


Un grazie di cuore a Pen&Sword per avermi fornito il libro per la recensione.


Titolo: The Nonconformist Revolution - Religious Dissent, Innovation and Rebellion 

Autore: Amanda J. Thomas

Pagine: 278

Link: https://www.pen-and-sword.co.uk/The-Nonconformist-Revolution-Hardback/p/17785



















venerdì 7 agosto 2020

The Titanic and the City of Widows it left behind - The Forgotten Victims of the Fatal Voyage di Julie Cook

In tutto il mondo si conosce la storia del Titanic, affondato nell'aprile del 1912. E' una storia che esemplifica tante cose, che però per lungo tempo è stata dimenticata, sepolta sotto la tragedia di due guerre mondiali che ne hanno affievolito il ricordo e il dramma.  Ma negli anni '50, prima un libro "A night to remember" e poi un bel film (che a mio parere è più realistico, in quanto a reazioni umane del Titanic di Cameron) interpretato da Kenneth More ne hanno ridestato il ricordo. Il film del 1998 , il blockbuster Titanic di James Cameron ha riportato questa storia all'attenzione delle nuove generazioni, ponendo una storia d'amore fittizia sullo sfondo di una vicenda realistica e drammatica. Senza dubbio il Titanic, già famoso per essere stato ritrovato alla metà degli anni '80 , ora piombava di nuovo davanti all'attenzione di tutti , compresi i battitori d'asta che si assicuravano grandi profitti con le reliquie di quello sfortunato transatlantico. 

Ma in tutte le storie raccontate nei due film l'attenzione era sempre calamitata dalla prima classe del Titanic. Quei nobili e ricchi che andarono a fondo vestiti elegamtemente, che compirono gesti di enorme coraggio cedendo i loro posti a donne e bambini, uomini come Jacob Astor o Guggenheim. Poco o nulla di diceva della terza classe (esaltata dal film di Cameron con la figura di Jack/Di Caprio) nulla dell'equipaggio, quello che pagò con la vita il proprio attaccamento al dovere. E in mezzo a tutto l'equipaggio della nave, il ruolo dei pariah veniva rappresentato dalla "black gang" ovvero i fuochisti, quelli che facevano andare avanti le caldaie dei motori a vapore (i motori diesel erano ancora di la' da venire) , che non vedevano quasi mai il ponte e non prendevano mai aria. Il loro lavoro era infame, con turni pesantissimi, che li facevano lavorare nel caldo della sala motori in indumenti leggerissimi. Nei vari film e racconti poco o nulla sappiamo di questi uomini, così essenziali alla nave. 

Julie Cook, l'autrice del libro, è la nipote di uno di questi uomini, la black gang, conosciuti così per il carbone che respiravano e che si attaccava alla pelle e ai pochi vestiti. Il loro destino fu tremendo, poichè quelli che erano di turno restarono intrappolati a far funzionare le caldaie per tenere funzionante la nave, l'elettricità. William Bessant, il bisnonno di Julie non tornò mai a casa, disperso in mare. Già questo è un qualcosa di cui nei vari libri sul Titanic non si parla. Ma la Cook sceglie un altro registro e ci porta a conoscere il fato della moglie di Bessant e dei suoi figli. Cosa successe ad Emily Bessant quel giorno di aprile quando la gioia e l'orgoglio di avere un marito sul più grande e moderno transatlantico del mondo si tramutò in cupa disperazione alla notizia incredibile che la nave "inaffondabile" era affondata? 

E cosa successe alle centinaia di donne come Emily che si videro strappare agli affetti e all'immediato fabbisogno giornaliero una fonte di reddito come un marito o un figlio ? Southampton, città che vide il maggior numero di morti tra l'equipaggio divenne una "città di vedove" quasi a presagire il destino che sarebbe toccato a molte altre città inglesi sol qualche anno dopo, a causa della Grande Guerra. 

Julie Cook ci porta a conoscere le vite e le lotte giornaliere di queste donne e di questi figli. La loro mancanza di "chiusura" con un lutto che non poteva essere completamente elaborato, dato che in molti casi il marito o il figlio era "disperso in mare". Ma la vita delle forti donne di Southampton doveva andare avanti, piangere non era un'opzione quando bisognava far mangiare i figli, mandarli a scuola, vestirli. Il Titanic e la sua perdita fecero sensazione e fu così che fu stabilito un efficiente (possiamo dire che lo fu) fondo per il sostentamento delle vedove e degli orfani dell'equipaggio. Anche se il classismo di cui era permeata la società britannica dell'epoca faceva si che anche nei premi e nei risarcimenti si distinguesse a seconda del ruolo che il morto o disperso aveva sulla nave. Emily si avvalse del risarcimento classe G, ovvero il più basso. 

L'analisi della Cook sul fondo è un altro aspetto interessante del libro dato che questo mezzo di sostentamento durò fino al 1959, quando si spensero gli ultimi aventi diritto. Emily, sua bisnonna morì nel 1935 a 61 anni. 

Il libro è un interessante sguardo sulla tragedia del Titanic, che purtroppo nella narrativa cinematografica non si è mai avvalso di uno sguardo completo su tutti i partecipanti a quel triste viaggio. Uno dei meriti della bella serie TV "Downton Abbey" (che prende le mosse proprio nel 1912 all'Affondamento del Titanic e al suo significato per la famiglia Crowley) è riuscire a tessere bene la vita di una magione nobiliare raccontando i sogni, le speranze, la vita di nobili e servitù. Questo in un film sul Titanic non è mai stato fatto, ma su una nave , il contributo della "servitù" e della Black Gang era ancora più necessario, senza la nave non sarebbe mai andata avanti. Forse sarebbe ora che qualcuno raccontasse la loro storia e quella della forti donne che rimasero a casa a convivere anni con il dolore della perdita e a far andare avanti le liro vite, come ha fatto, egregiamente nel suo libro Julie Cook. 


Un grazie di cuore a Pen&Sword per avermi fornito il libro per la recensione. 


Titolo:  The Titanic and the City of Widows it left behind - The Forgotten Victims of the Fatal Voyage Autore:Julie Cook

Pagine:140

Link: https://www.pen-and-sword.co.uk/The-Titanic-and-the-City-of-Widows-it-left-Behind-Hardback/p/17301