lunedì 13 aprile 2020

The Irish Diaspora - Irish Perspectives di John Gibney

La serie "Irish Perspectives" della casa editrice Pen&Sword , è una serie molto interessante che fa uscire dall'ombra molti temi legati all'Irlanda e alla sua storia e influenza nel mondo. In questo quinto libro John Gibney , storico e curatore della serie, ci porta a conoscere, sotto altri aspetti, una delle cose per le quali il popolo irlandese è maggiormente conosciuto nel mondo, la Diaspora Irlandese.
Smentendo alcuni luoghi comuni, il libro, composto da una serie di brevi saggi frutto del lavoro di ricerca di vari autori, cerca di indagare oltre la famosa "carestia delle patate" che portò il popolo irlandese ad una forzata migrazione verso il nuovo mondo. Gli irlandesi infatti sono sempre stati un popolo di viaggiatori e di migranti, e non solo lo fecero da costretti.
Nel libro, diviso in 16 capitoli con altrettanti saggi sono contenuti interessantissimi punti di vista che partono dai pellegrini e arrivano agli schiavisti, passando per rivolte feniane e conventi. Questo il contenuto dei vari saggi:
- The Irish Medieval Pilgrimage to Santiago de Compostela: ovvero le prove di una nutrita schiera di pellegrini che partivano per giungere al santuario, sito nel nord della Spagna, di Santiago de Compostela. L'autrice è Dagmar O' Ryan-Raedel e la sua indagine è estremamente appassionante, poichè verte su ritrovamenti di tombe di pellegrini che riportavano la famosa conchiglia dei pellegrini di Santiago, a Mullingar, nella Contea di Westmeath.
- Festive Irishmen : An "Irish" Procession in Stuttgart,1617 di Hiram Morgan. In questo breve saggio vengono analizzate alcune processioni e spettacoli che contenevano figure "idealizzate" di irlandesi. Come venivano visti gli abitanti della verde isola nel continente? Questo saggio fa luce sulle idee del tempo, molto particolari, riguardo questo tema.
- Not only seminaries: the political role of the Irish colleges in seventeenth-century Spain di Oscar Recio Morales. In questo caso si esamina l'uso politico che si faceva degli irlandesi cattolici espatriati nella penisola iberica e la fondazione di un "legame" che unisse il popolo iberico a quello della "Hibernia".
- From Baltimore to Barbary: the 1631 sack of Baltimore di Theresa Denise Murray. Un interessante articolo sul sacco della cittadina di Baltimore che fu depredata dai pirati barbareschi in un periodo in cui tenevano in scacco le coste del Mediterraneo e non solo.
- The Scotch-Irish & the eighteenth-century Irish diaspora di Patrick Fitzgerald. Un breve saggio di 20 anni fa che verte sull'altra diaspora, quella "non cattolica" e che risulta estremamente interessante poichè definisce le differenze tra le altre migrazioni.
- Revd James MacSparran's America Dissected (1753): eighteenth-century emigration and constructions of "Irishness" di Kerby A. Miller. Il reverendo MacSparran è un personaggio molto affascinante e la sua avventura nel nuovo mondo porta alla stesura di un libro che serve innanzitutto a scoraggiare l'emigrazione dalla natia isola da parte di immigrati protestanti.
- The Irish and the Atlantic slave trade di Nini Rodgers. In questo breve saggio vengono descritte le avventure di alcuni commercianti irlandesi che fecero fortuna con il commercio degli schiavi nell'ambito del boom di questa nefanda pratica a cavallo tra il 17° e il 18° secolo.
- "The entire island is United..." : the attempted United Irish rising in Newfoundland, 1800 di Aidan O'Hara è l'interessante descrizione di una tentata rivolta da parte di un gruppo di irlandesi noti come United Irishmen che già avevano tentato di liberare la propria isola. L'impresa fallita viene analizzata nei minimi particolari.
- Emigrant letters: "I take up my pen to write these few lines" di David Fitzpatrick. In un tempo in cui le lettere dovevano giungere a destinazione in un tempo che arrivava anche a 4 mesi una lettera doveva usare dei tempi e uno stile che riflettevano questo passare del tempo nel testo. L'autore esamina diverse lettere per scoprire come venivano redatte.
- Secret diasporas: the Irish in Latin America and the Caribbean di Edmundo Murray. Quanto è stata grande e positiva l'immigrazione di manovalanza irlandese in paesi come Argentina o Brasile (e altri)? E quali tracce sono rimaste?
- Lifting the veil on entrepreneurial Irishwomen : running convents in nineteenth-century England and Wales di Barbara Walsh. Nel 19° secolo molti conventi riaprirono in Inglitherra e Galles. Allo stesso tempo persecuzioni degli ordini monastici in Germania e Francia crearono un esodo di molti ordini verso le isole britanniche. Barbara Walsh illustra come questi conventi vennero riempiti di suore che provenivano dall'Irlanda e spesso da famiglie di proprietari terrieri. Esse dimostrarono intraprendenza nel gestire i conventi anche economicamente.
- Swapping Canada for Ireland: the Fenian invasion of 1866 di David A. Wilson. Dopo la Guerra Civile Americana, molti soldati di origine irlandese avevano una esperienza di armi che misero a frutto con un tentativo di invasione del Canada. Il loro obiettivo era sconfiggere le forze britanniche lì e poi creare un esercito o un movimento per liberare l'isola. Il tentativo fallì , ma quello che spesso non viene detto è che in Canada i feniani avevano molti appoggi...
- A training school for rebels: Fenians in the French Foreign Legion di James McConnell e Mairtin O' Cathain. Gli irlandesi dei secoli precedenti avevano militato nei reggimenti in forza alla Francia e noti come "Oca Selvaggia", ma nel 19° secolo per chi voleva fuggire dall'Irlanda e fare esperienza in un esercito che non fosse quello britannico esisteva solo un'opzione: La Legione Straniera.
- The Friends of Irish freedom: a case-study in Irish-American Nationalism, 1916-1921 di Michael Doorley. Un interessante saggio che svela i rapporti tra il Sinn Fein e le varie organizzazioni in USA che appoggiavano la causa repubblicana irlandese, ovvero il Clan Na Gael e i FOIF.
- The Orange Order in Africa di Rachel Naylor. Le logge orangiste in Africa, una storia poco conosciuta di logge di origine irlandese che si stabilirono in Ghana e Togo.
- "My fater was a full-blooded Irishman": recollections of Irish Immigrants in the "slave narratives" from the New Deal's Works Progress Administration di Joe Regan. Negli anni '30 l'amministrazione Roosevelt fece in modo che venissero registrate le testimonianze degli ultimi schiavi viventi. Molte di queste testimonianze fanno riferimento anche a rapporti con padroni o soprastanti irlandesi.

Il libro è molto interessante e la formula dei brevi saggi fa si che possano essere letti indipendentemente, fornendo spunti per ulteriori ricerche sui temi trattati.

Un grazie di cuore a Pen&Sword per avermi fornito il libro per la recensione.

Titolo: The Irish Diaspora - Irish Perspectives
Autore: John Gibney, autori vari
Pagine: 154
Link: https://www.pen-and-sword.co.uk/The-Irish-Diaspora-Hardback/p/17085




























domenica 8 marzo 2020

Women's Suffrage in Scotland di Carole O'Connor

In occasione dell'8 Marzo, voglio tingere maggiormente di rosa questo blog, che forse ha dedicato troppo poco spazio alle donne, insomma, è il caso di parlare dell'altra metà del cielo a cui tutti noi uomini siamo debitori. In questo caso lo voglio fare parlando di un bel libro che affronta l'argomento riguardante la lunga e nobile lotta verso il suffragio femminile, nello specifico andando a riscoprire alcune figure della Scozia impegnatesi nella lotta verso un'eguaglianza meritata. 
Il libro di oggi è intitolato " Women's Suffrage in Scotland " di Carole O'Connore per la casa editrice Pen&Sword serie "History". 
Carole O'Connor è una giornalista con una grande passione per la storia e il suo libro è mirato a chi voglia conoscere la situazione della Scozia e delle sue città prima dell'avvento delle lotte per l'emancipazione femminile ad opera di suffragiste e suffragette. Questa dicotomia prese le mosse dalle prime lotte delle "suffragiste" guidate da Dame Millicent Garrett Fawcett con un approccio collaborativo e non violento, fatto di petizioni e aiuto da parte di alcuni membri del parlamento favorevoli a un maggiore coinvolgimento delle donne nella vita politica. La sostanziale stasi di questa lotta e il mancato avanzamento delle richieste delle appartenenti alla NUWSS (National Union of Women Suffrage Societies) portò alla nascita di una nuova associazione, la WSPU - Women's Social and Political Union ad opera di Emmeline Pankhurst e le figlie Sylvia e Christabel. Questa nuova società rifiutava i metodi precedenti ed operava in maniera militante non disdegnando anche metodi violenti per l'avanzamento della donna nella società. Il motto era "Fatti non Parole" il che dice tutto. Quando pensiamo alla lotta per l'emancipazione e per il suffragio femminile spesso la nostra mente va agli atti delle suffragette più che alle più moderate suffragiste. 
Questo preambolo ci porta a discutere del nostro libro che però è suddiviso invece che cronologicamente geograficamente con le varie aree della Scozia e le donne che furono influenti per la lotta femminista in quelle aree. 
La descrizione di ogni luogo non può prescindere dallo stato in cui si trovava quando quelle lotte iniziarono: siamo verso la metà del 19° secolo, quando molte delle località citate nel libro, Edinburgo, Glasgow, Aberdeen, Dundee e Perth e il resto, erano state modificate dalla rivoluzione industriale che ne aveva cambiato i connotati fisici e sociali. Le donne in quel tempo dovevano essere mogli e madri e poche erano le occupazioni riservate loro, domestiche, o se di buona famiglia dame di compagnia, nell'ambito della salute levatrici ma non dottori , in casi limitati insegnanti ma non di classi maschili. L'orizzonte femminile era molto ristretto a causa di strane idee scientifiche o religiose. La donna che si occupava di qualcosa di più di quanto le era stato destinato veniva vista con sospetto. Erano anni in cui a fianco delle lotte per l'emancipazione femminile si discuteva di suffragio universale (il voto non era concesso a tutti come oggi, neanche a tutti i maschi) e addirittura di abolizione della schiavitù. Vi erano le prime lotte per i diritti dei lavoratori e su questo tessuto sociale e sullo sfondo di questi eventi poche donne combattive sia in Scozia che in Inghilterra misero a disposizione le loro vite per far progredire la condizione femminile. Alle volte il loro schiaffo di sfida alla società era semplicemente essere delle pioniere in un campo fino ad allora riservato agli uomini, come Sophie Jex-Blake, che sebbene inglese di nascita fu la prima donna dottore in Scozia, a Edinburgo,andandosi a scontrare con l'opinione sciovinista dei dottori uomini.  
Altre donne, come Isabella Elder di Glasgow furono strumentali nel donare edifici per l'uso da parte di donne a scopo educativo. La Elder comprò North Park House a Glasgow e in quell'edificio fu poi ospitato il Queen Margaret's College per l'educazione elevata delle donne. 
A Dundee oltre a molte altre donne voglio ricordare per il suo impegno Florence Horsburgh che riuscì a entrare in parlamento come parlamentare conservatore e fu strumentale nel creare il National Health Service nel secondo dopoguerra, fu ministro della sanità tra il 1939 e il 1945 e in seguito ministro dell'educazione. Anche ad Aberdeen fu importante la dottoressa Mary Esslemont anche se nella creazione del NHS il suo contributo fu snobbato dall'antifemminista ministro della salute (all'epoca) Aneurin Bevan.
In ogni caso il libro è pieno di storie di donne coraggiose che sacrificarono la loro vita, la loro libertà e i loro averi per una causa nobile. Ad un certo punto il governo varò una legge denominata "Cat & Mouse Act" per sopraffare la volontà delle suffragette più irriducibili che scioperavano per la fame. Esse venivano nutrite a forza se facevano lo sciopero della fame e se erano troppo deboli venivano rilasciate, quando si rimettevano venivano arrestate di nuovo. 
Non tutte le donne del libro furono femministe, alcune si opposero al voto alle donne, ma in un certo qual modo furono influenti nel loro ambito. Le donne ricevettero il voto nel 1918, dopo che una Guerra fece vedere al mondo che potevano benissimo sostituire gli uomini e saper soffrire anche di più degli uomini. Le donne scozzesi furono in prima fila in questa lotta che si propagò in tutto il mondo ma che ancora in molti posti non viene riconosciuta, questo libro ci fa conoscere quelle donne forti e le loro vite. 
Un grazie di cuore a Pen&Sword per avermi fornito il libro per la recensione.

Titolo: Women's Suffrage in Scotland 
Autrice: Carole O'Connor
Pagine: 152














mercoledì 26 febbraio 2020

Trailblazing Georgians - The unsung men who helped shape the modern world di Mike Rendell

Il mondo che conosciamo oggi è sicuramente frutto della tecnologia che si è sviluppata negli ultimi 50 anni, dal computer a internet. Ma prima ancora a farla da padrone era una tecnologia nata ad una sperimentazione serrata di uomini illuminati, dei quali molti sono passati alla storia, ma altrettanti sono purtroppo stati dimenticati in patria e nel mondo.
Il libro che vi presento oggi è appunto un modo di raddrizzare la bilancia proponendo le storie di alcuni di questi geni "dimenticati" , vissuti tutti nel periodo noto come "Era Georgiana" dal nome dei re britannici della casa di Hannover che governarono dal 1714 al 1830, anni che corrispondono alla "Rivoluzione Industriale" e all'affermarsi delle idee illuministiche.
Nel libro, scritto dallo storico Mike Rendell, autore di numerosi libri sul periodo georgiano, ed edito da Pen&Sword History conosciamo le storie e le invenzioni di 32 personaggi, le cui creazioni hanno significato molto per il progresso del genere umano sotto diversi punti di vista.
Mike Rendell divide il libro in varie sezioni, a seconda del "campo" in cui questi geni si affermarono, quindi avremo:
I "Groundbreakers", ovvero gli innovatori, come Newcomen, Trevithick, Smeaton e Brunel, quest'ultimo padre del più famoso ingegnere Isambard Kingdom Brunel.
Gli "Heavy Metal Merchants" ovvero Wilkinson, i fratelli Lombe (importatori del metodo di fabbricare la seta, sottratto o acquisito in Italia) , Maudlsay, quest'ultimo autore di un marchingegno per consentire lo scavo del tunnel sotto il Tamigi.
"A Pair of Lunaticks" ovvero Murdoch e Darwin, quest'ultimo nonno del più famoso Charles, e ispiratore di molte sue idee.
"The Faux Merchants" ovvero coloro che con le loro invenzioni contribuirono a diffondere il bello tra i ceti medi che non si potevano permettere metalli preziosi e opere troppo costose. Tra questi Baskerville, autore del famoso carattere omonimo e di una procedura per laccare oggetti ("japanning") e Clay che creò oggetti di classe con la carta pesta, e Pinchbeck e Boulsover, autori di leghe per simulare metalli preziosi.
"Working in the great Outdoors" presenta due personaggi del calibro di Bakewell, famoso per i suoi incroci e selezioni di animali  e Repton, ingegnere del giardinaggio.
"Scientific Endevours" con Dalton, famoso per aver teorizzato gli atomi, per gli studi di meteorologia e per la malattia che porta il suo nome, Michell per gli studi sui terremoti e sul magnetismo e Bird inventore del sestante importantissimo strumento nautico.
"Entertainment & the Arts" con personaggi quali Astley, inventore o precursore del circo, Joseph Wright of Derby, pittore della rivoluzione industriale, Gillray caricaturista, Lawrence, Merlin e Stuart, quest'ultimo pioniere del neoclassicismo.
"Schemers, Dreamers . and a pair of Potters" che presenta personaggi quali Clarkson, Gill, Howard e gli Spode creatori di bellissime terracotte.
Infine " Wahday Blues and the Green, Green Grass of Home" con Beetham e Budding inventori o comunque ideatori di una macchina per lavare e di un tagliaerba.

La caratteristica peculiare di molti di questi uomini elencati su è stata quella di essere stati dimenticati, ma anche di aver goduto, per la maggior parte, di un periodo di notorietà, qualcuno anche di successo. Come era tipico all'epoca, molti degli scienziati erano esperti universali, nel senso che non si limitavano ad una scienza ma sperimentavano in maniera leonardesca in varie discipline, scambiando idee con altri scienziati. Questo approccio senza dubbio, anteriore all'era della specializzazione, li poneva a confronto con molte problematiche e li "illuminava". Non bisogna dimenticare che il periodo in cui vissero fu segnato da una grande fiducia nell'uomo e nel potere della sua mente, teorie e idee che si diffusero in tutti i campi creando anche una corrente filosofica e sociale detta "illuminismo". Molti degli uomini elencati sopra erano degli sperimentatori, alcuni di umili origini, altri sfruttati o frustrati nelle loro imprese da colleghi ben più famosi che poi colsero allori al posto loro.  Alcuni erano personaggi "larger than life" come Baskerville, ateo che stampò molti testi religiosi col suo bel carattere tipografico e che era molto disinibito riguardo agli schemi sociali dell'epoca. Altri erano delle vere e proprie "star" come Astley, che fece fruttare la sua passione per i cavalli (e il salvataggio provvidenziale in battaglia del Duca di Brunswick). Tutti bene o male finirono dimenticati. Con questo libro Rendell li porta di nuovo alla luce che meritano, perchè sono personaggi che hanno cambiato il loro ed il nostro mondo.
Un grazie di cuore a Pen&Sword per avermi fornito il libro per la recensione.

Titolo: Trailblazing Georgians - The unsung men who helped shape the modern world
Autore: Mike Rendell
Pagine: 154
Link: https://www.pen-and-sword.co.uk/Trailblazing-Georgians-Hardback/p/16899