mercoledì 14 agosto 2019

Following in the Footsteps of the Princes in the Tower di Andrew Beattie

La serie "Following in the Footsteps..." della casa editrice Pen&Sword è una serie molto interessante che si concentra su alcune personalità della storia britannica seguendole passo passo in quelli che furono i luoghi della loro vita. In questo caso abbiamo a che fare, tristemente, con due giovani vite spezzate prima del tempo ed in modo misterioso: i Principi nella Torre. Queste due figure storiche che vissero durante l'ultimo periodo della Guerra delle Rose, erano i principi Edoardo e Riccardo, figli del Re Enrico IV, morto nel 1483. Conosciamo tutti la leggenda nera che Shakespeare aiutò ad alimentare verso la figura ritenuta responsabile della loro sparizione: Riccardo III. Questo re, ultimo dei Plantageneti, era lo zio dei due principi, fratello minore di Enrico IV, e prese la corona strappandola a Edoardo che sarebbe stato chiamato Edoardo V. Il problema principale dei due principi era che erano stati concepiti fuori da un vincolo matrimoniale legale poichè fu dimostrato da Riccardo III che suo fratello Enrico IV al tempo in cui sposò la madre dei due principi (e di altre figlie), Elisabetta Widville, era già sposato con una certa Eleanor Talbot. Questo ovviamente metteva in prima fila per la successione lui, Riccardo di Gloucester, poi Riccardo III ed estrometteva dal trono i due ragazzi. Dopo aver provato questo Riccardo (che in un primo tempo si era dimostrato acquiescente verso il nuovo re suo nipote) fece chiudere i due ragazzi nel perimetro della Torre di Londra dove afferma la leggenda sarebbero stati uccisi. Da chi poi, questo è materia di ipotesi varie. Qualcuno dice Riccardo III, ma altri affermano che fosse stato il vincitore di Bosworth, Enrico VII Tudor ad farli sparire perchè avrebbero avuto un maggior diritto ereditario verso il trono che stava occupando. Forse non lo sapremo mai. In questo bel libro scritto da Andrew Beattie seguiamo i principi dalla nascita fino alla loro sparizione, nei luoghi più significativi delle loro brevi esistenze. Dall'abbazia di Westminster dove Elizabeth Widville diede alla nascita il primogenito maschio Edoardo, quando era rifugiata lì perchè Enrico IV era stato momentaneamente deposto, a Shrewsbury, dove nacque il più piccolo Riccardo. Da Ludlow, dove Edoardo crebbe, come era tradizione e come era capitato anche a suo padre Enrico fino a Stony Stratford dove, dopo la morte del Re Enrico, Riccardo di Gloucester  prese in consegna Edoardo strappandolo allo zio materno e al fratellastro, fino alla Torre di Londra dove si perdono le tracce dei due ragazzi fino a quando durante il regno di Carlo II furono trovati due scheletri sotto una scala nei lavori di rifacimento della torre. Questi furono associati subito ai due sfortunati principi, anche se ovviamente la certezza non si potè avere e sin da quei tempi nessuno ha più aperto la tomba per confrontare il DNA di quei corpi con quello di loro zio Riccardo III recentemente ritrovato in un parcheggio. La storia non termina con la sparizione perchè in seguito nei decenni seguenti alcuni "pretendenti" che cercarono di sovvertire la casata dei Tudor fecero la loro comparsa alternativamente affermando di essere Edoardo, Riccardo o addirittura il figlio del Duca di Clarence (un altro fratello di Re Enrico IV) e portando la nostra guida sulle orme di queste figure davvero interessanti e misteriose. Che dire di più? Un bel libro, su un argomento che adoro e di cui non mi stancherei mai di leggere, un mistero che forse resterà tale e che per questo contribuisce a un fascino che dura ormai da più di 500 anni.
Un grazie di cuore a Pen&Sword per avermi fornito il libro per la recensione.

Titolo: Following in the Footsteps of the Princes in the Tower
Autore: Andrew Beattie
Pagine: 179
Link: https://www.pen-and-sword.co.uk/Following-in-the-Footsteps-of-the-Princes-in-the-Tower-Paperback/p/15746
















lunedì 5 agosto 2019

Armies of the Hellenistic States 323 BC - AD 30 - History, Organization & Equipment di Gabriele Esposito

Il libro di oggi ci porta in un periodo, quello degli Stati Ellenistici, che segue subito dopo la morte del  più grande condottiero dell'antichità, Alessandro Magno. Il condottiero macedone che partendo dal suo piccolo ma combattivo stato (Filippo suo padre aveva già operato una serie di riforme militari che avevano creato le premesse per le conquiste del figlio) aveva conquistato ed abbattuto il più grande impero dell'epoca , quello persiano, e si era spinto fino all'India, moriva a Babilonia nel 323 avanti Cristo. Questo evento, assolutamente inaspettato aveva lasciato una serie di problemi di successione (che esaminerò in futuro recensendo un altro libro) e in seguito una serie di guerre e di scontri dinastici tra i suoi compagni, i cosiddetti "Diadochi". Il libro, scritto e curato dall'ottimo Gabriele Esposito, narra appunto dell'aspetto e della consistenza di questi eserciti dei Diadochi. Dopo tutta una serie di guerre si arrivò ad una stabilizzazione che in seguito venne fagocitata dall'avanzante Repubblica Romana. Tutti noi appassionati di storia antica abbiamo sentito dell'impero Seleucide, di Antigono o di Tolomeo (la cui ultima discendente fu la famosa Cleopatra), oppure di Pirro Re dell'Epiro, anche lui grande avversario di Roma. Il libro esamina grazie all'uso di fonti classiche e a foto di reenactors di un gruppo di ricreazione storica tedesco (il che un po' tradisce le proprie origini a dire il vero) ogni esercito dell'epoca, sia dei diretti discendenti dei compagni di Alessandro (e che quindi mantennero le sue tradizioni militari), sia di altri eserciti dell'epoca ellenistica che magari risentivano dell'influsso della tradizione persiana. Infatti Alessandro nel suo movimento verso oriente lasciò diversi satrapi persiani, che lo riconobbero come sovrano, a governare i loro territori, che poi riuscirono a conservare fondando anch'essi delle dinastie. Questo era per esempio il caso della casa regnante del Ponto (che approssimativamente si estendeva lungo tutte le coste del Mar Nero). Altri stati ellenistici invece dapprima arruolarono i vecchi soldati macedoni che si erano stabiliti come coloni in posti lontani (come ad esempio l'Egitto o l'Asia minore) salvo poi arrivare ad addestrare i nativi nelle stesse tattiche falangistiche.  Allo stesso tempo si assorbivano tattiche, stili e armi di altri popoli come i Galati, celti che avevano invaso l'Asia e che avevano portato lo scudo oblungo di nome "Thureos" oppure all'avanzare di Roma e dopo i primi scontri furono recepite da questi stati anche le cotte di maglia ad anelli dei legionari. Allo stesso tempo in alcuni eserciti sopravvivevano le bighe da guerra e in molti anche gli elefanti (sia della razza indiana, più grossa ed adatta all'impiego bellico, sia quella africana), ovviamente con tutti i problemi che l'approvigionamento di questi animali comportava. Dal punto di vista militare si era davanti ad un mix abbastanza interessante. Il libro che è utile anche al modellista e al reenactor (interessantissimi sono i particolari delle riproduzioni dei vari tipi di elmi) è scritto con grandissima cura e attenzione ad ogni aspetto sia storico che militare. Non potrà mancare sullo scaffale dell'appassionato di questo interessante periodo storico e dell'antichità in genere.
Un grazie di cuore a Pen&Sword per avermi fornito il libro per la recensione.

Titolo: Armies of the Hellenistic States 323 BC - AD 30 - History, Organization & Equipment
Autore : Gabriele Esposito
Pagine: 155
Link: https://www.pen-and-sword.co.uk/Armies-of-the-Hellenistic-States-323-BC-to-AD-30-Hardback/p/16376



















venerdì 2 agosto 2019

Elizabeth Widville Lady Grey - Edward IV's Chief Mistress and the "Pink Queen" di John Ashdown-Hill

Il libro di oggi è dedicato ad una delle più importanti e malintese figure della Guerra delle Due Rose, il conflitto dinastico per la corona inglese che insanguinò quel regno per circa 30 anni alla metà del 1400. John Ashdown-Hill, storico di prima classe (purtroppo venuto a mancare nel 2018) , infatti ci porta a conoscere con questo libro edito da Pen&Sword History, tutte le vicende della vita di Elizabeth Widville (conosciuta ai più come "Woodville", ma se Ashdown-Hill attraverso le sue ricerche la nomina "Widville" state sicuri che il suo cognome è questo), conosciuta anche come la "Regina della Rosa Bianca" (dal romanzo della famosa scrittrice Philippa Gregory), ma anche qui lo storico si smarca da questo soprannome chiamandola "Pink Queen" (Regina Rosa ..e non Bianca) per via della scelta di un fiore che appare in un ritratto. La Rosa Bianca era il simbolo adottato dalla casata degli York , rappresentata per molti anni dal re Edoardo IV, di cui Elizabeth Widville era la moglie e quindi ...regina, o forse no? Anche qui, sin dal titolo del testo Ashdown.Hill fa già conoscere le sue idee, frutto di ricerche dettagliatissime, e la chiama "Amante Principale" di Edoardo IV. Il motivo è presto detto: infatti Edoardo IV quando si sposò con Elizabeth, era in realtà già sposato con una certa Eleanor Talbot da cui non ebbe eredi. Questo fatto è alla base dei successivi eventi che renderanno i due figli avuti di Edoardo ed Elisabetta (oltre ad alcune femmine) bollati come "bastardi" e quindi non aventi diritti sul trono, che passerà al malignatissimo Re Riccardo III fratello minore di Re Edoardo. Questi due "bastardi" passarono alla storia come i "principi nella torre" perchè furono custoditi nella Torre di Londra e poi sparirono. Ashdown-Hill ci porta in un percorso in cui conosciamo le origini della futura "Regina" sin dai suoi antenati (si dice fosse rintracciabile una sua parentela con i carolingi). Le sue origini per parte materna addirittura vengono fatte risalire ad una fata acquatica, la mitologica Melusina. E questo le costerà a suo tempo delle accuse, a lei e a sua madre, di aver fatto innamorare il re Edoardo con filtri e arti magiche. Seguiamo i suoi primi anni, con il matrimonio con un cavaliere di nome John Grey, ucciso combattendo proprio contro gli York (e quindi con i Lancaster) alla seconda battaglia di St. Albans. Poi la conoscenza con il re ed il matrimonio improvviso, che inimicò Richard di Warwick, passato alla storia come il "Creatore di Re" nonchè moltissimi nobili della fazione di York, proprio per le origini di Elizabeth non proprio ritenute all'altezza del re Edoardo. Una serie di nomine che potremmo definire nepotistiche da parte di Elizabeth, che piazzò i suoi fratelli e i figli del primo matrimonio (due maschi con Lord Grey) in posti chiave nell'amministrazione del regno, crearono una vera e propria fronda. Il resto è storia, con Warwick e George duca di Clarence (fratello di Edoardo IV) che raccolgono un'armata e rimettono sul trono Enrico VI (della casa di Lancaster) per poi di nuovo perdere tutto e far tornare Edoardo IV. La Guerra delle Due Rose è uno degli argomenti storici più difficili da enumerare, ma anche uno tra i più affascinanti, e qui è difficile fare un riassunto di tutti gli eventi, ma alla fine la figura di Elizabeth Widville viene esaminata nei minimi particolari non tralasciando alcuna fonte (si attinge anche a documenti in italiano e portoghese!), così che tanti miti vengono smentiti, per primi i cattivi rapporti che tanta storiografia (aiutata anche dalla propaganda Tudor) afferma che ci fossero tra Elizabeth e Riccardo III. Non è un testo facilissimo da leggere perchè presuppone una sommaria conoscenza degli eventi principali della Guerra delle Due Rose, ma è un libro che lascia soddisfatti perchè penso che siano state forse scritte, grazie ad un grandissimo lavoro di ricerca storica del compianto Ashdown-Hill, alcune pagine definitive sulla biografia di questa donna dal fortissimo carattere e su cui vi sono sempre stati tanti malintesi.

Un grazie di cuore a Pen&Sword History per avermi fornito questo bel libro per la recensione.

Titolo: Elizabeth Widville Lady Grey - Edward IV's Chief Mistress and the "Pink Queen"
Autore: John Ashdown-Hill
Pagine: 238
Link: https://www.pen-and-sword.co.uk/Elizabeth-Widville-Lady-Grey-Hardback/p/16407




















giovedì 1 agosto 2019

Voices of the Second World War - A Child's Perspective di Sheila Renshaw

Il libro di oggi fa riflettere molto su una cosa: nel 2019 anche i più giovani testimoni della più terribile tra le guerre dell'umanità hanno raggiunto la soglia degli 80 anni. Poco tempo rimane per registrare le loro testimonianze e farne tesoro. In questo caso Sheila Renshaw, con il suo libro, edito da Pen&Sword History, risponde a questa necessità. I bambini sono al centro dell'attenzione, nel loro vivere e sopravvivere a quella guerra, la Seconda Guerra Mondiale. Attraverso una serie di capitoli (28) essa ci descrive le vite di bambini (e ragazzi alla soglia dell'adolescenza) che hanno affrontato, in diversi paesi, sia dello schieramento alleato che di quello dell'Asse, il secondo conflitto mondiale. 21 sono i resoconti completi di bambini, con le loro piccole storie fatte di situazioni difficili o addirittura tragiche, nel resto dei capitoli ci vengono narrate delle brevi storie assortite. Ovviamente molte sono le storie dei bambini inglesi o britannici, spesso evacuati in campagna per via del Blitz che rase al suolo diverse città in Inghilterra tra cui Coventry (2 resoconti). Uno dei miei film preferiti quando ero piccolo (ed anche ora) era "Pomi d'ottone e manici di scopa", della Disney, in cui tre ragazzini londinesi evacuati presso una signora di mezza età (una bravissima Angela Lansbury) vivevano una serie di avventure fantastiche. Quel film mi ha fatto appassionare a quelle storie di bambini senza più il punto di riferimento della loro casa di città, della loro scuola e degli affetti dei genitori, che in certi casi purtroppo non poterono più riabbracciare. Nei resoconti dei bambini presenti nel libro riecheggiano un pò quella voglia di scoprire un nuovo mondo, dopo lo shock iniziale del cambiamento di habitat. La resilienza di un bambino che non comprende ancora l'enormità della tragedia di una guerra e vive tutto come una strana avventura fa il resto. Ovviamente differenti sono le testimonianze di bambini tedeschi, in una società profondamente militarizzata dall'infanzia. Spesso più tristi ancora sono le storie dei bambini e adolescenti intrappolati in quello che diventerà poi il blocco sovietico. Per loro, come ad esempio la giovane ragazza ceca Natalie di Zlin la "guerra" durerà fino al momento in cui nel 1947 riuscirà a raggiungere l'occidente. Che dire di più? Il libro merita di essere letto, nelle storie di molti bambini rivedo la storia di mio padre, nato nel 1929 e quindi pienamente conscio della guerra, rivedo le sue storie raccontate a me, e apprezzo il fatto che l'autrice abbia incluso anche la storia di una ragazzina italiana, insieme a molte altre. Un libro da leggere per avere un'altra prospettiva su quella terribile tragedia che fu la Seconda Guerra Mondiale.
Un grazie di cuore a Pen&Sword per avermi fornito il libro per la recensione.

Titolo: Voices of the Second World War - A Child's Perspective
Autore: Sheila Renshaw
Pagine: 158
Link: https://www.pen-and-sword.co.uk/Voices-of-the-Second-World-War-Paperback/p/14172